Storia del Plesso - Capitolo Primo
30 gennaio 2010 - I 4 comuni della valle del Fluvione firmano un protocollo d'intesa e con un vizio di forma assegnano a Venarotta il ruolo di comune capofila del progetto
La strada accidentata del progetto per la costruzione del Plesso scolastico di Capodipiano ha inizio, in forma ufficiale, il 30 gennaio del 2010, quando i sindaci dei comuni di Venarotta, Roccafluvione, Montegallo e Palmiano firmano un Protocollo d'Intesa " per istituire un sistema permanente di consultazione per la Cooperazione nella risoluzione dei problemi di interesse comune".
| Il Dirigente Scolastico prof.ssa Roberta Brandozzi Il Sindaco di Venarotta Emidio Sciamanna |
I quattro sindaci, dopo avere elencato le circostanze che hanno messo in crisi l'erogazione dei servizi che sono chiamati a fornire, per la contrazione dei trasferimenti pubblici verso le amministrazioni locali, al fine di ottimizzare la gestione delle risorse, decidono di "dare vita ad un sistema di consultazione permanente finalizzata a ricercare soluzioni positive" nei vari settori di cui sono competenti.
Dopo una ampia e molto generica disamina "del quadro complessivo di riferimento", il documento che sembrerebbe preludere a decisioni di portata storica, quale la possibile unione delle 4 municipalità, si sofferma su una eventualità: la possibilità che vengano meno le deroghe previste per gli istituti scolastici delle zone montane che consentono loro di rimanere funzionanti, nonostante il numero degli studenti possa essere inferiore alla soglia minima prevista per gli istituti che non operano in aree geografiche disagiate come quelle montane.
A fronte di questa eventualità, i 4 sindaci "convengono sull'esigenza di elaborare un progetto per la difesa dell'attuale assetto amministrativo e didattico-educativo" qualora vengano meno le deroghe vigenti.
Quello che si presentava come un patto di consultazione, si rivela la messa nero su bianco per un accordo già definito nelle sue finalità e modalità di esecuzione. I nostri 4 prodi si immaginano un polo scolastico unificato che garantisca un'offerta "che vada dalla scuola d'infanzia, alla scuola primaria e secondaria di primo grado" attraverso "la creazione di una cittadella della cultura comprensiva anche di ludoteca, biblioteca con internet point, sala prove per gruppi musicali e corsi di musica, teatro, cinema, discoteca, sala convegni, area esposizioni con servizi di trasporto extrascolastico". Una specie di libro dei sogni. I soldi si dice che saranno trovati "attraverso una peculiarità di soluzioni". Sorge spontanea la curiosità di sapere a che cosa avranno pensato. I sindaci di alcuni comuni confinanti ritengono che questa "peculiarità" sia consistita i una serie di forzature (ma questo sarà oggetto di uno dei successivi capitoli).
Si conviene inoltre che l'intera gestione del progetto verrà affidata al comune capofila del progetto. E quale sarà il comune capofila del progetto? Si decide che sarà quello che metterà a disposizione le aree su cui sorgerà il plesso. E qui, possiamo notare a posteriori che il comune di Venarotta ha offerto aree di sua proprietà per la costruzione del plesso, con conseguente elezione a comune capofila del progetto.
| Il sindaco di Roccafluvione Marcello Formica con l'assessore regionale Antonio Canzian |
C'è però un piccolo particolare. Successivamente è stato deciso, si suppone di comune accordo, che le aree offerte dal comune che prima erano eccellenti, e "piene di luce e visione panoramica" per utilizzare le parole dell'assessore alla cultura di Roccafluvione Anna Cecilia Poletti, non andavano più bene. Si decide di utilizzarne della altre, da espropriare allla modica cifra di 7 euro al metro quadro. Erano terreni agricoli e ne valevano 1 fino a poco tempo prima... Ma non importa. Le cose cambiano. Conclusione. Il comune dio Venarotta è il capofila del progetto non per avere messo a disposizione, come convenuto, le aree su cui sarebbe sorto il plesso, ma solo per averlo annunciato. Di fatto il plesso sorgerà altrove. E come mai? E' la domanda inevitabile. Ebbene, si è risposto che le nuove aree sono più vicine di qualche centinaia di metri a Roccafluvione....
Dobbiamo dedurre che il comune capofila è tale per un vizio di forma. Il sindaco di Rocafluvione Marcello Formica, che come è noto, non appare molto impegnato nella difesa degli interessi dei cittadini che amministra, non trova niente da obiettare.
Infine nell'accordo c'è un'affermazione che fa immediatamente drizzare le antenne a chiunque abbia un po' di esperienza in materia di appalti pubblici: "la metodologia dell'affidamento dei lavori e della realizzazione dell'opera dovrà rispondere a criteri di velocizzazione massima". Che significa? Niente gare di appalto, ma trattativa privata per affidare i lavori.
Ma il gioco è ormai scoperto. A Roccafluvione c'è un comitato di cittadini pronto a vigilare su ogni singolo passo che questi amministratori un po' rampanti, e molto principianti, compiranno. E non mancheremo di tenervene informati.
La storia è solo agli inizi, ed ovviamente continua..... questo succedeva nel lontano 30 gennaio del 2010.
Nessun commento:
Posta un commento